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La sera di sabato 5 ottobre, all’Arsenale della Pace del Sermig, nel presentare le Linee progettuali di Pastorale giovanile, le avevamo paragonate alle colonne di una grande cattedrale. A sette mesi di distanza, e con una pandemia che ha scosso le fondamenta delle nostre vite, vogliamo ripartire proprio da qui. Dalle riflessioni su come vivere l’oratorio in questo momento, e pur nella difficoltà di adeguarci alle norme necessarie per la sicurezza di tutti, è nato il desiderio di uno strumento che possa accompagnare in un percorso educativo e di fede il vissuto concreto di tutti. Da questo desiderio e dalle riflessioni raccolte nel corso di quest’anno, nasce «Non lo vedi?»: cercando di vivere l’emergenza, proponiamo uno strumento che a breve sarà a disposizione di tutti gli oratori della diocesi e che ci auguriamo possa essere d’aiuto nella progettazione delle attività estive.


«Non lo vedi?» è un sussidio che racconta una storia composta da sei tappe modulabili: sarà gratuito e reso disponibile in forma di e-book, arricchito dalle illustrazioni di Valentina Basso, scaricabile dal sito della Pastorale giovanile. Sempre facendo riferimento al sito di Upg sarà inoltre possibile accedere al materiale che verrà implementato mano a mano nelle prossime settimane. Ogni tappa della storia comprenderà anche le linee guida per costruire un momento formativo, le attività da svolgere con i bambini e i ragazzi, i giochi e il materiale multimediale per la realizzazione di laboratori interattivi (musica, video, proposte di attività creative). Infine, a ogni tappa corrisponderà una proposta di preghiera, ripercorrendo a ritroso la vita di Gesù (dalla deposizione all’annunciazione) sulle orme di alcuni santi dei quali i ragazzi potranno scoprire la vita.


Non avendo ancora certezze su come sarà possibile svolgere le attività nei nostri oratori, il sussidio è uno strumento che può essere usato come guida per tutte le settimane di Oratorio estivo, oppure semplicemente come supporto aggiuntivo per chi invece avesse già altri percorsi pronti, o ancora come spunto da cui ripartire a settembre.


La storia prende avvio proprio a maggio del 2020. Mattia ha dodici anni e vive a Torino. Una mattina si sveglia e si scopre invisibile. Inizia così per Mattia un viaggio davvero insolito in cui cercherà di scoprire cosa gli è successo per riuscire a tornare finalmente visibile a se stesso e agli altri, imparando a guardare con occhi diversi il momento faticoso che sta vivendo e a vedere finalmente la «metà invisibile delle cose». Le tappe del suo viaggio saranno sei celebri cattedrali europee (partendo dal duomo di Torino, Mattia si ritroverà poi nel duomo di Milano, nelle cattedrali di Colonia e York, nella splendida Notre Dame, per poi finire alla Sagrada Familia di Barcellona). Ad accompagnarlo ci sarà Artur, perso in uno strano viaggio nel tempo (in cui si è infiltrato, a sua insaputa, anche un misterioso esserino), e desideroso di ritrovare la propria strada. Insieme, i due ragazzi incontreranno tre personaggi che ricalcano i tre spaccapietre di una celebre storia che, interrogati sul senso del proprio lavoro, non possono fare altro che ripetere ai due ragazzi la domanda ricorrente: «Non lo vedi?» Per rispondere a questa domanda, i due protagonisti, così come i nostri ragazzi, sono invitati a guardare oltre le distanze e le apparenze e a scoprire che (come dice l’inno appositamente composto da Marco Brusati e Massimo Versaci, «Vicini di cuore») «l’invisibile già c’è e si rivela quando andiamo insieme verso il cielo», o per dirla con Pier Giorgio Frassati, «verso l’alto». Siamo noi, saranno i nostri ragazzi, a rendere visibile la cattedrale, in una bellezza che può davvero attrarre tutti, perché è splendore della verità, e cioè che siamo figli di Dio!


Il filo rosso della storia di Mattia parte dalla situazione che stiamo vivendo e da ciò che l’emergenza Covid-19 ha reso sempre più evidente: c’è un invisibile che ci ha sconvolto la vita. In questo momento un virus, che non possiamo vedere a occhio nudo, ha moltiplicato e reso evidente il lavoro continuo del male nel mondo, un male che non possiamo vedere se non nelle sue conseguenze distruttive nelle nostre vite. Nel nostro quotidiano ci siamo ritrovati a convivere con degli scomodi coinquilini da cui non potevamo più scappare: sofferenza, senso di oppressione, inutilità e tristezza. Eppure quello che stiamo vivendo non è un tempo sospeso, ma collabora al nostro futuro: riconoscere questo ci rende capaci di guardare verso un oltre invisibile nel tempo davanti a noi e verso un «Oltre» che ci trascende. Anche i bambini e i ragazzi che frequentano i nostri oratori sono stati costretti a decidere come vivere questo tempo: se cedere alla noia mortale, fino a scomparire, oppure guardare con fiducia al proprio futuro, trovando la via della gioia sempre possibile, anche nella nuova routine di studio e amicizie a distanza. Proprio in questo tempo dunque possiamo aiutare i ragazzi a dare un senso alla realtà che stanno vivendo, per riconoscere l’Invisibile che ci salva, vivo e presente, primo sguardo d’amore che ci rende visibili, amati e dunque capaci di amare a nostra volta. Solo così è possibile vedere la cattedrale che Dio sta costruendo con la nostra vita, splendida e incompiuta, come la Sagrada Familia, dove Mattia ritroverà la sua famiglia e se stesso alla fine della storia.
Le cattedrali nella storia di Mattia diventano luoghi di meraviglia, in cui convergono la curiosità di scoprire cose nuove e il desiderio di comprendere sempre più a fondo il senso del proprio viaggio, per diventare quindi sempre più liberi. Nel guardare la meraviglia di una cattedrale ci riscopriamo pietre vive (cfr Pt 2,1-8) di un edificio spirituale, stretti intorno a Cristo, pietra angolare e radunati da un invisibile infinitamente più potente dello spirito del mondo, che è lo Spirito Santo.


Ci auguriamo che il cammino proposto aiuti i ragazzi a guardare la realtà che viviamo con gli occhi della fede e a rispondere il loro «sì» alla domanda dei tre spaccapietre e, come Maria, «eccomi» alla proposta di Dio di rendersi visibile al mondo attraverso la loro vita.Difficile? Non temiamo: vicini al Suo cuore, restiamo sempre #vicinidicuore!

l'inno "Vicini di cuore"

 

L’e-book del sussidio e l’inno saranno disponibili da lunedì 15 giugno

Dalle riflessioni su come vivere l’Oratorio in questo momento - e pur nella difficoltà di adeguarci alle norme necessarie per la sicurezza di tutti - è nato il desiderio di uno strumento che possa accompagnare in un percorso educativo e di fede il vissuto concreto di tutti, promosso dall’Ufficio di Pastorale Giovanile di Torino e dall’Associazione NOI TORINO.

Non lo vedi? è un sussidio che racconta una storia composta da sei tappe modulabili: sarà gratuito e reso disponibile in forma di e-book, arricchito dalle illustrazioni di Valentina Basso, scaricabile dai siti www.upgtorino.it e www.noitorino.it a partire da lunedì 15 giugno. All’interno dell’e-book troverete, per ciascuna delle sei tappe: un capitolo della storia, il simbolo della tappa, gli obiettivi formativi e le indicazioni per la preghiera (un episodio della vita di Gesù, un brano biblico e la vita di un santo). Gli approfondimenti e i materiali relativi a ciascuna sezione (storia, formazione, preghiera, laboratori, attività e giochi) saranno implementati mano a mano nelle prossime settimane e resi disponibili per il download sul sito di UPG.

Non lo vedi?: per rispondere a questa domanda, i due protagonisti, così come i nostri ragazzi, sono invitati a guardare oltre le distanze e le apparenze e a scoprire che «l’invisibile già c’è e si rivela quando andiamo insieme verso il cielo», o per dirla con Frassati, “verso l’alto”. Queste le parole dell’inno appositamente composto da Marco Brusati e Massimo Versaci, Vicini di cuore, cantato dal Grande Coro Hope. Come spiega l’autore stesso, «per costruire insieme una nuova città, ovvero nuove relazioni, occorre anzitutto conoscere ed incontrare Gesù che non è un’entità spirituale astratta ma il vero uomo e vero Dio presente nel pane eucaristico: concreto, vivo, oggi, qui ed ora, che vuole agire nel mondo nell’azione dei ragazzi e delle ragazze che fanno di Lui il centro della loro vita, quasi divenendo essi stessi le pietre d’altare su cui si celebra il sacrificio eucaristico».

Ecco in anteprima le parole dell’inno, anch’esso scaricabile dal sito di UPG a partire dal 15 giugno:

«Volerai!» mi dice il vento

alto sopra il cielo:

volerò, volerai, in un solo canto.

Scenderemo insieme: 
non siamo degli eroi,

ma insieme poi ce la faremo

a ricostruire la città di luce.

NOI VICINI DI CUORE,

LE STESSE PAROLE

E COSE DA FARE

E LIBERI DAL MALE.

NOI VICINI DI CUORE,

NOI PIETRE D’ALTARE,

NOI LA CATTEDRALE

PER DARE CASA AL PANE.

Tu lo sai, domani è adesso:

oltre questo muro

volerò, volerai, libera il tuo canto.

Solo così

saremo noi una voce

mentre tutto intorno tace.

NOI VICINI DI CUORE…

 

Tu con me: l’invisibile già c’è

ma che si svela quando andiamo insieme

verso il cielo,

a scalare le montagne della libertà,

dove noi… Vicini

 

NOI VICINI DI CUORE…

(…Vicini al Suo cuore…)

NOI VICINI DI CUORE...

Così nelle parole conclusive del canto, si potrà cantare di essere sì, «vicini di cuore», ma perché si è, insieme, «vicini al Suo cuore», capace dell’Amore più grande.

 

don Giuliano NASO

Francesca CAMPOGRANDE

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UN VADEMECUM PER FAR RIPARTIRE GLI ORATORI

Mercoledì 3 giugno, mentre andavamo in stampa l’Arcivescovo mons. Nosiglia e don Luca Ramello hanno tenuto con il clero diocesano una riunione on line in cui è stata presentata la delibera del 30 maggio e si sono affrontate le varie problematiche in gioco Un’occasione per fare emergere questioni e chiarire i primi dubbi che la delibera dipana. Un momento per raccogliere ulteriori indicazioni utili per il protocollo definitivo.

La «fase 2» rispetto alle misure di prevenzione dalla pandemia del Covid-19 è segnata dalla parziale e graduale ripresa della socialità. In questo orizzonte, venerdì 30 maggio u.s. la Giunta Regionale ha approvato la delibera (resa pubblica il giorno dopo) che disciplina «la programmazione e la gestione in sicurezza delle attività de centri estivi per bambini e adolescenti nella fase 2 dell’emergenza covid-19», tra cui quelle degli Oratori (scaricabile anche dai siti diocesani). È quindi il testo normativo di riferimento per le attività estive dei nostri Oratori. Restano invece aperte alcune grandi questioni: l’apertura ordinaria degli Oratori per la preparazione delle attività estive, le responsabilità e le assicurazioni, l’avvio dei campi estivi. Su questi aspetti confidiamo di poter avere indicazioni chiare nel più breve tempo possibile.

L’Arcivescovo, il Consiglio Episcopale, il Consiglio Presbiterale e la Consulta Diocesana di Pastorale Giovanile stanno lavorando su questi temi, con il Tavolo Oratori Piemontesi, in stretto contatto con le Istituzioni.

Nei prossimi giorni dovrebbe anche uscire la modulistica della nuova SCIA, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, cioè la dichiarazione che consentirà di iniziare le attività estive. Le tempistiche non sono ancora note, ma possiamo ragionevolmente immaginare che tra la seconda e la terza settimana di giugno gli Oratori possano essere messi in grado di compilarla e trasmetterla al Comune in cui ha sede il servizio e all’Azienda Sanitaria locale, competente per territorio. Nell’urgente compito di chiarire, approfondire e integrare la DGR è doveroso sottolineare la grande disponibilità dell’Assessore alle Politiche della Famiglia, dei Bambini e della Casa, Sociale e delle Pari Opportunità, Chiara Caucino, con la quale è nato e si va sempre più consolidando un sincero e schietto rapporto di confronto, di collaborazione e di sinergia.

In contemporanea, mentre si lavora sul fronte della sicurezza, non va trascurata, nei nostri oratori e nelle nostre comunità, l’altra faccia della nostra responsabilità: lo specifico dei nostri oratori resta l’educazione alla luce del Vangelo, resa ancora più urgente per quanto accaduto negli n ultimi tre mesi. La sicurezza nella pandemia, la socialità dopo il lockdown e l’evangelizzazione delle giovani generazioni sono gli aspetti indisgiungibili della responsabilità a cui, oggi più che mai, sono chiamati i nostri oratori.

Per onorare questa responsabilità occorrerà far riferimento a tre criteri pastorali di fondo per le attività degli Oratori dei prossimi mesi: la modularità, la gradualità e la differenziazione.

La capienze in relazione agli spazi, le norme di prevenzione e le forze educative condizionano in modo vincolante la scelte sulle ripartenze dei singoli oratori: circa le diverse fasce di età, gli orari (mezza giornata, giornata intera ecc…), i servizi connessi (pranzi, gite, ecc…) occorrerà agire con varietà di proposte, distinte e proporzionate alle reali possibilità di ogni Oratorio.

La gradualità rappresenta poi un secondo criterio di discernimento: non sono la presentazione della SCIA e dei locali ma, ancor prima, anche la preparazione degli educatori e delle attività, delle procedure di prevenzione e di sicurezza, richiedono un tempo adeguato, che determinerà un’apertura graduale degli Oratori (giugno, luglio, agosto), variabile rispetto ad ogni contesto sociale e pastorale.

Infine non dobbiamo dimenticare la necessaria differenziazione circa le effettive riaperture dei singoli Oratori in estate o il loro posticipo in autunno. Per le ragioni espresse sopra e per tutte le riflessioni maturate in queste settimane, ogni comunità educante dovrà esercitare un autentico discernimento nello Spirito per contemperare slancio evangelizzatore e forze educative, intenzionalità popolare e vincoli strutturali, impegno della famiglie e sinergie con le Istituzioni locali.

L’Ufficio di Pastorale Giovanile e la NOI TORINO continueranno ad essere disponibili per ogni necessità, impegnandosi a predisporre, dalla prossima settimana, proposte di formazione online, sul campo della normativa Covid-19, delle relazioni educative e delle attività pastorali.

Un vademecum per la riapertura sarà infine consegnato ad ogni Oratorio. Si sta davvero facendo tutto il possibile per sostenere gli Oratori: in un momento difficile – come quello che stiamo attraversando – è più che mai necessario percepire la forza e l‘unità (pur diversificata!) della nostra Chiesa diocesana.

ORATORI ESTIVI: LINEE GUIDA DEL GOVERNO E QUESTIONI APERTE

Sabato 16 maggio 2020, dopo la conferenza stampa serale del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Dipartimento per le politiche della famiglia ha emanato le «Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza COVID-19».

Si tratta di un testo elaborato d’intesa con i Ministeri del lavoro e delle politiche sociali, dell’istruzione, per le politiche giovanili e lo sport, con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, delle Unione province d’Italia e dell’Associazione nazionale comuni italiani, a partire dalle indicazioni di vari comitati scientifici.

LE LINEE GUIDA DEL GOVERNO
Come si legge nell’introduzione, obiettivo delle linee è trovare «il giusto bilanciamento tra il diritto alla socialità, al gioco ed in generale all’educazione dei bambini e degli adolescenti e, d’altra parte, la necessità di garantire condizioni di tutela della loro salute, nonché di quella delle famiglie e del personale educativo ed ausiliario impegnato nello svolgimento delle diverse iniziative.

Nel momento in cui si immagina una, seppur ridotta e controllata, interazione tra persone, non è infatti possibile azzerare completamente il rischio di contagio, il quale va governato e ridotto al minimo secondo precise linee guida e protocolli contenenti adeguate misure di sicurezza e di tutela della salute».

Per le varie tipologie di attività, tra cui gli Oratori, sono tre i criteri di fondo che ispirano le Linee guida del Governo: « 1) la centratura sulla qualità della relazione interpersonale, mediante il rapporto individuale adulto e bambino, nel caso dei bambini di età inferiore ai 3 anni, e mediante l’organizzazione delle attività in piccoli gruppi nel caso dei bambini più grandi e degli adolescenti, evitando contatti tra gruppi diversi; 2) l’attenta organizzazione degli spazi più idonei e sicuri, privilegiando quelli esterni ed il loro allestimento per favorire attività di piccoli gruppi; 3) l’attenzione particolare agli aspetti igienici e di sanificazione, al fine di ridurre i rischi tramite protocolli di sicurezza adeguati».

E sono le Linee stesse a trarre le conseguenze di questa nuova impostazione: «non potrà che provvedersi a selezionare la domanda tenendo conto anche delle effettive esigenze delle famiglie in quanto legate al tema della conciliazione.

D’altra parte, poiché il diritto dei bambini e degli adolescenti alla socialità ed al gioco è di natura universale e non derivante dalla condizione di lavoro dei genitori, sarà la pluralità delle offerte previste a garantire che nessun bambino o adolescente sia escluso dalla possibilità di vivere esperienze garantite e sicure al di fuori del contesto domestico».

TRE CHIARIMENTI URGENTI
Il T.O.P. – il Tavolo Oratori Piemontesi – sta lavorando per approfondire e declinare a livello regionale le Linee guida nazionali. Si moltiplicano i dossier e i documenti, ma sono tre i chiarimenti urgenti al primo posto dell’agenda del Tavolo di lavoro: la questione delle età e dei partecipanti, le responsabilità e le assicurazioni, i fondi e i protocolli di intesa.

Coinvolgimento degli adolescenti e determinazione delle capienze degli Oratori.
La prima questione urgente riguarda i numeri dei partecipanti nelle attività degli Oratori estivi della prossima estate. Le Linee guida sono chiare in merito, con queste disposizioni:

«1) per i bambini in età di scuola dell’infanzia (dai 3 ai 5 anni), un rapporto di un adulto ogni 5 bambini;

2) per i bambini in età di scuola primaria (dai 6 agli 11 anni), un rapporto di un adulto ogni 7 bambini;

3) per gli adolescenti in età di scuola secondaria (dai 12 ai 17 anni), un rapporto di un adulto ogni 10 adolescenti.

Oltre alla definizione organizzativa del rapporto numerico, occorre operare per garantire il suo rispetto per l’intera durata delle attività, tenendo conto delle prescrizioni sul distanziamento fisico».

Si pongono due problemi: il primo riguarda gli adolescenti. Se la normativa attuale prevede già un rapporto educativo di questo tipo (ovviamente meno restrittivo rispetto a quello in tempo di pandemia), la domanda verte su quale coinvolgimento sia possibile per gli adolescenti, che abitualmente erano impegnati nel servizio di animatori a fianco di educatori maggiorenni. Potranno essere coinvolti anche quest’anno come animatori dei più piccoli, consapevoli che il servizio è una esperienza fondamentale della loro maturazione e che tale servizio è una specificità dell’impostazione educativa dell’Oratorio? Rispetto al compito dei 7 bambini o dei 10 ragazzi per adulto, secondo le diverse età, gli adolescenti in sostegno educativo sono esclusi o rientrano in tale numero? Se si dovessero pensare attività specifiche per gli adolescenti, l’unica modalità resterebbe il gruppo diurno di dieci persone? Altre modalità possono essere adeguatamente predisposte, pur sempre nel rispetto delle norme di prevenzione?

Una seconda problematica riguarda la valutazione delle condizioni strutturali: spazi, servizi, ingressi, ecc: al momento non sono stati ancora comunicati i criteri, necessari per computate i numeri dei possibili partecipanti alle attività estive di ogni Oratorio.

L’ampiezza e la determinazione delle responsabilità civili e penali dei titolari delle attività di Oratorio e le procedure di prevenzione.
In merito ai compiti del gestore, le Linee guida precisano che è compito di chi ne ha la titolarità di «mettere a disposizione personale per la realizzazione delle funzioni di manutenzione e controllo periodico; du pulizia periodica degli arredi; di supervisione degli spazi»; di «eseguire manutenzione ordinaria dello spazio: definendo e controllando dei suoi confini; eseguendo controlli periodici dello stato delle diverse attrezzature in esso presenti con pulizia approfondita e frequente delle superfici più toccate, almeno giornaliera, con

detergente neutro»; di «eseguire la supervisione degli spazi, verificando in particolare che i bambini e gli adolescenti siano accompagnati da adulti; tutte le persone che accedono siano dotate di mascherine se di età superiore ai 3 anni, e che non si determinino densità fisico tali da pregiudicare il rispetto delle prescrizioni sul distanziamento fisico (almeno un metro fra ogni diversa persona presente nell’area)».

È in atto un acceso dibattito, anche livello nazionale, sull’ampiezza della responsabilità del titolare delle attività di Oratorio in tempo di pandemia da Covid-19. In Consulta nazionale, con la Conferenza Episcopale Italiana, ci si è confrontati sulla responsabilità civile e penale del servizio. Veniva precisato che anche INAIL ha chiarito che la responsabilità dell’eventuale contagio è del gestore del servizio nella misura in cui non ci siano regole certe e non vengano rispettate. La gestione delle responsabilità resta comunque complessa. L’accessibilità, gli standard per il rapporto fra i bambini o gli adolescenti accolti e lo spazio disponibile; gli standard per il rapporto numerico fra personale ed i bambini e gli adolescenti e le

strategie generali per il distanziamento fisico; i principi generali di igiene e pulizia; i criteri di selezione del personale e di formazione degli operatori; gli orientamenti generali per la programmazione delle attività; l’accesso quotidiano, le modalità di accompagnamento e ritiro dei bambini o degli adolescenti; il triage in accoglienza; il progetto organizzativo del servizio offerto; le attenzioni speciali per l’accoglienza di bambini o adolescenti con disabilità sono tutti compiti che richiedono la condivisione della responsabilità con la comunità educante dell’Oratorio, famiglie incluse, ma pesano non poco su chi ne porta la titolarità. Anche il riferimento ai pediatri di libera scelta, richiesto dal testo, complica non poco la situazione, perché i ragazzi possono avere anche altre tipologie sanitarie. Inoltre: la formazione anti-covid può essere realizzata dalle realtà di riferimento (diocesi, associazioni nazionali, individuando degli esperti, con attestato di partecipazione?). Resta la domanda: fin dove si spinge la sua responsabilità del titolare delle attività in caso di focolaio di contagio in Oratorio? E il livello assicurativo: cosa copre, a quali condizioni?

L’accesso ai fondi e la stesura dei protocolli d’intesa
Il Governo, la Regione, i Comuni e le altre istituzioni pubbliche e private (fondazioni ecc…) hanno annunciato stanziamenti di fondi dedicati alle specifiche attività degli Oratori estivi. Le risorse economiche da mettere in campo in questo tempo di pandemia sono particolarmente rilevanti sia sotto il profilo quantitativo, in riferimento agli adeguamenti normativi come alla diminuzione delle possibilità di contributo delle famiglie, ma hanno anche un valore significativo dal punto di vista sociale: le tensioni circa la certezza e la fruibilità dei fondi in un orizzonte di crisi economica sempre più severa, sono fattori che impongono un preciso impegno di sburocratizzazione e di effettiva disponibilità di risorse.

Legata a questo aspetto specifico ma riferita ad una complessità più ampia è la stesura di protocolli di intesa tra le istituzioni e le realtà ecclesiali coinvolte. I tre livelli – nazionale, regionale e locale – si intersecano e si integrano ma occorre chiarezza nel definire responsabilità, interlocutori e procedure.

La Pastorale Giovanile regionale e diocesana hanno attivato delle commissioni di lavoro per affrontare la complessità dei problemi (Percorsi: fasce di età, disabilità, inclusione; Sicurezza: prevenzione, privacy, assicurazioni; Risorse: educative, operative, economiche, Formazione: adulti, educatori animatori; Attività: in struttura, all’aperto, in remoto; Comunicazione: social, piattaforme, web). Come Chiesa – regionale e diocesana – siamo pronti per il confronto con le istituzioni per giungere, in tempi brevi, ad una definizione condivisa delle prospettive e delle condizioni di praticabilità delle attività estive degli Oratori, senza dimenticare i campi estivi e le Case per ferie. Ci attendiamo la stessa sollecitudine e concretezza da parte della Regione e dei Comuni.

Linee guida per i centri estivi e le attività ludico-ricreative 

don Luca RAMELLO

Il Consiglio direttivo dell'Associazione Noi Torino - Aps, a nome di tutti i circoli e i soci, prende parte al dolore per la partenza al cielo di Piero Marabotto, 76 anni, papà di Claudia, addetta alla segreteria della Noi Torino. Nella certezza che la vita non è tolta ma trasformata in Cristo Risorto, il Presidente e i Consiglieri estendono a Claudia e alla mamma le più sentite condoglianze.

Torino, 25 aprile 2020

La benedizione della salma del caro Piero e la sepoltura avverranno martedì 28 aprile presso il Cimitero Parco di Torino.