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La sera di sabato 5 ottobre, all’Arsenale della Pace del Sermig, nel presentare le Linee progettuali di Pastorale giovanile, le avevamo paragonate alle colonne di una grande cattedrale. A sette mesi di distanza, e con una pandemia che ha scosso le fondamenta delle nostre vite, vogliamo ripartire proprio da qui. Dalle riflessioni su come vivere l’oratorio in questo momento, e pur nella difficoltà di adeguarci alle norme necessarie per la sicurezza di tutti, è nato il desiderio di uno strumento che possa accompagnare in un percorso educativo e di fede il vissuto concreto di tutti. Da questo desiderio e dalle riflessioni raccolte nel corso di quest’anno, nasce «Non lo vedi?»: cercando di vivere l’emergenza, proponiamo uno strumento che a breve sarà a disposizione di tutti gli oratori della diocesi e che ci auguriamo possa essere d’aiuto nella progettazione delle attività estive.


«Non lo vedi?» è un sussidio che racconta una storia composta da sei tappe modulabili: sarà gratuito e reso disponibile in forma di e-book, arricchito dalle illustrazioni di Valentina Basso, scaricabile dal sito della Pastorale giovanile. Sempre facendo riferimento al sito di Upg sarà inoltre possibile accedere al materiale che verrà implementato mano a mano nelle prossime settimane. Ogni tappa della storia comprenderà anche le linee guida per costruire un momento formativo, le attività da svolgere con i bambini e i ragazzi, i giochi e il materiale multimediale per la realizzazione di laboratori interattivi (musica, video, proposte di attività creative). Infine, a ogni tappa corrisponderà una proposta di preghiera, ripercorrendo a ritroso la vita di Gesù (dalla deposizione all’annunciazione) sulle orme di alcuni santi dei quali i ragazzi potranno scoprire la vita.


Non avendo ancora certezze su come sarà possibile svolgere le attività nei nostri oratori, il sussidio è uno strumento che può essere usato come guida per tutte le settimane di Oratorio estivo, oppure semplicemente come supporto aggiuntivo per chi invece avesse già altri percorsi pronti, o ancora come spunto da cui ripartire a settembre.


La storia prende avvio proprio a maggio del 2020. Mattia ha dodici anni e vive a Torino. Una mattina si sveglia e si scopre invisibile. Inizia così per Mattia un viaggio davvero insolito in cui cercherà di scoprire cosa gli è successo per riuscire a tornare finalmente visibile a se stesso e agli altri, imparando a guardare con occhi diversi il momento faticoso che sta vivendo e a vedere finalmente la «metà invisibile delle cose». Le tappe del suo viaggio saranno sei celebri cattedrali europee (partendo dal duomo di Torino, Mattia si ritroverà poi nel duomo di Milano, nelle cattedrali di Colonia e York, nella splendida Notre Dame, per poi finire alla Sagrada Familia di Barcellona). Ad accompagnarlo ci sarà Artur, perso in uno strano viaggio nel tempo (in cui si è infiltrato, a sua insaputa, anche un misterioso esserino), e desideroso di ritrovare la propria strada. Insieme, i due ragazzi incontreranno tre personaggi che ricalcano i tre spaccapietre di una celebre storia che, interrogati sul senso del proprio lavoro, non possono fare altro che ripetere ai due ragazzi la domanda ricorrente: «Non lo vedi?» Per rispondere a questa domanda, i due protagonisti, così come i nostri ragazzi, sono invitati a guardare oltre le distanze e le apparenze e a scoprire che (come dice l’inno appositamente composto da Marco Brusati e Massimo Versaci, «Vicini di cuore») «l’invisibile già c’è e si rivela quando andiamo insieme verso il cielo», o per dirla con Pier Giorgio Frassati, «verso l’alto». Siamo noi, saranno i nostri ragazzi, a rendere visibile la cattedrale, in una bellezza che può davvero attrarre tutti, perché è splendore della verità, e cioè che siamo figli di Dio!


Il filo rosso della storia di Mattia parte dalla situazione che stiamo vivendo e da ciò che l’emergenza Covid-19 ha reso sempre più evidente: c’è un invisibile che ci ha sconvolto la vita. In questo momento un virus, che non possiamo vedere a occhio nudo, ha moltiplicato e reso evidente il lavoro continuo del male nel mondo, un male che non possiamo vedere se non nelle sue conseguenze distruttive nelle nostre vite. Nel nostro quotidiano ci siamo ritrovati a convivere con degli scomodi coinquilini da cui non potevamo più scappare: sofferenza, senso di oppressione, inutilità e tristezza. Eppure quello che stiamo vivendo non è un tempo sospeso, ma collabora al nostro futuro: riconoscere questo ci rende capaci di guardare verso un oltre invisibile nel tempo davanti a noi e verso un «Oltre» che ci trascende. Anche i bambini e i ragazzi che frequentano i nostri oratori sono stati costretti a decidere come vivere questo tempo: se cedere alla noia mortale, fino a scomparire, oppure guardare con fiducia al proprio futuro, trovando la via della gioia sempre possibile, anche nella nuova routine di studio e amicizie a distanza. Proprio in questo tempo dunque possiamo aiutare i ragazzi a dare un senso alla realtà che stanno vivendo, per riconoscere l’Invisibile che ci salva, vivo e presente, primo sguardo d’amore che ci rende visibili, amati e dunque capaci di amare a nostra volta. Solo così è possibile vedere la cattedrale che Dio sta costruendo con la nostra vita, splendida e incompiuta, come la Sagrada Familia, dove Mattia ritroverà la sua famiglia e se stesso alla fine della storia.
Le cattedrali nella storia di Mattia diventano luoghi di meraviglia, in cui convergono la curiosità di scoprire cose nuove e il desiderio di comprendere sempre più a fondo il senso del proprio viaggio, per diventare quindi sempre più liberi. Nel guardare la meraviglia di una cattedrale ci riscopriamo pietre vive (cfr Pt 2,1-8) di un edificio spirituale, stretti intorno a Cristo, pietra angolare e radunati da un invisibile infinitamente più potente dello spirito del mondo, che è lo Spirito Santo.


Ci auguriamo che il cammino proposto aiuti i ragazzi a guardare la realtà che viviamo con gli occhi della fede e a rispondere il loro «sì» alla domanda dei tre spaccapietre e, come Maria, «eccomi» alla proposta di Dio di rendersi visibile al mondo attraverso la loro vita.Difficile? Non temiamo: vicini al Suo cuore, restiamo sempre #vicinidicuore!

l'inno "Vicini di cuore"

 

L’e-book del sussidio e l’inno saranno disponibili da lunedì 15 giugno

Dalle riflessioni su come vivere l’Oratorio in questo momento - e pur nella difficoltà di adeguarci alle norme necessarie per la sicurezza di tutti - è nato il desiderio di uno strumento che possa accompagnare in un percorso educativo e di fede il vissuto concreto di tutti, promosso dall’Ufficio di Pastorale Giovanile di Torino e dall’Associazione NOI TORINO.

Non lo vedi? è un sussidio che racconta una storia composta da sei tappe modulabili: sarà gratuito e reso disponibile in forma di e-book, arricchito dalle illustrazioni di Valentina Basso, scaricabile dai siti www.upgtorino.it e www.noitorino.it a partire da lunedì 15 giugno. All’interno dell’e-book troverete, per ciascuna delle sei tappe: un capitolo della storia, il simbolo della tappa, gli obiettivi formativi e le indicazioni per la preghiera (un episodio della vita di Gesù, un brano biblico e la vita di un santo). Gli approfondimenti e i materiali relativi a ciascuna sezione (storia, formazione, preghiera, laboratori, attività e giochi) saranno implementati mano a mano nelle prossime settimane e resi disponibili per il download sul sito di UPG.

Non lo vedi?: per rispondere a questa domanda, i due protagonisti, così come i nostri ragazzi, sono invitati a guardare oltre le distanze e le apparenze e a scoprire che «l’invisibile già c’è e si rivela quando andiamo insieme verso il cielo», o per dirla con Frassati, “verso l’alto”. Queste le parole dell’inno appositamente composto da Marco Brusati e Massimo Versaci, Vicini di cuore, cantato dal Grande Coro Hope. Come spiega l’autore stesso, «per costruire insieme una nuova città, ovvero nuove relazioni, occorre anzitutto conoscere ed incontrare Gesù che non è un’entità spirituale astratta ma il vero uomo e vero Dio presente nel pane eucaristico: concreto, vivo, oggi, qui ed ora, che vuole agire nel mondo nell’azione dei ragazzi e delle ragazze che fanno di Lui il centro della loro vita, quasi divenendo essi stessi le pietre d’altare su cui si celebra il sacrificio eucaristico».

Ecco in anteprima le parole dell’inno, anch’esso scaricabile dal sito di UPG a partire dal 15 giugno:

«Volerai!» mi dice il vento

alto sopra il cielo:

volerò, volerai, in un solo canto.

Scenderemo insieme: 
non siamo degli eroi,

ma insieme poi ce la faremo

a ricostruire la città di luce.

NOI VICINI DI CUORE,

LE STESSE PAROLE

E COSE DA FARE

E LIBERI DAL MALE.

NOI VICINI DI CUORE,

NOI PIETRE D’ALTARE,

NOI LA CATTEDRALE

PER DARE CASA AL PANE.

Tu lo sai, domani è adesso:

oltre questo muro

volerò, volerai, libera il tuo canto.

Solo così

saremo noi una voce

mentre tutto intorno tace.

NOI VICINI DI CUORE…

 

Tu con me: l’invisibile già c’è

ma che si svela quando andiamo insieme

verso il cielo,

a scalare le montagne della libertà,

dove noi… Vicini

 

NOI VICINI DI CUORE…

(…Vicini al Suo cuore…)

NOI VICINI DI CUORE...

Così nelle parole conclusive del canto, si potrà cantare di essere sì, «vicini di cuore», ma perché si è, insieme, «vicini al Suo cuore», capace dell’Amore più grande.

 

don Giuliano NASO

Francesca CAMPOGRANDE

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